VoiceVoceVoix

Voice Voce Voix
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rofonda, radicata, fluttuante

“La cosa importante è il flusso. Esso mette in gioco anche risorse interiori: la volontà di partecipare, la capacità di barcamenarsi fra le componenti strutturali del gioco oppure di rinnovarle servendosi delle regole per ottenere prestazioni senza precedenti.” (Turner Victor, Dal rito al teatro)

Profilo del lavoro
E’ sempre una questione d'ascolto. Non solo ascoltare i suoni ma anche sentire e provare a ri-conoscere e valutare l'energia del proprio corpo/strumento. Quello che è determinante è la procedura nella creazione: suoni dal nostro universo interno e/o esterno; suoni forse inizialmente piatti e neutrali, un suono/oggetto freddo che diventa un frutto del/nel tempo-ritmo; un procedimento di artigianato artistico.
Questo tipo di ricerca richiede il coinvolgimento del corpo posto in una relazione dinamica con ciò che della propria voce viene riflesso dall’ambiente. Il lavoro di ricerca verte sul potenziale delle pratiche teatrali per l’attivazione di un flusso creativo. E musicalmente segue tecniche sperimentali contemporanee. L’elemento vocale è trattato come unità fisica prima di essere evento musicale o espressivo. Il ritmo e la melodia vengono contattate da un lavoro sulla pulsazione, la direzione, l’immagine attraverso una costante relazione con il movimento dal/nel corpo. L’esperienza peso/gravità contrazione/rilassamento sono solo alcune delle relazioni fisiche messe in atto per andare verso la conoscenza di una voce radicata: a partire da queste condizioni cominciare a creare.

Il corpo, formidabile strumento musicale, racchiude in sé tutti i suoni dell’ambiente in cui vive: il soffio del vento, il fruscio del mare o del canneto, il lamento della foglia, del gregge e della belva, il suono cupo e avvolgente, stridulo e repellente delle macchine, ma anche la malinconia per l’amata, la nostalgia per un fatto accaduto, un ritmo del danzare, qualcosa che allo stesso tempo fotografa la realtà e l’ambiente acustico da cui proviene (interiore ed esterno) e mette in relazione con il proprio sentire in una circolazione fluida e/o discordante tra dentro e fuori, tra noi e l’esterno. Nel timbro, nella lingua e nella nostro pulsare di vita vivono le voci dei nostri antenati, della nostra memoria, del nostro reagire al presente. Il sistema voce/orecchio ci informa e di conseguenza modula il timbro della nostra voce, ri-organizzare l’ascolto ci può condurre verso la modulazione sapiente e conscia del nostro parlare e “vocare”. Le donne e gli uomini comunicano tramite la voce concetti razionali, narrazioni, descrizione di paesaggi, emozioni, fatti e bisogni individuali e della comunità; il laboratorio si propone come luogo nel quale ognuno possa esplorare le possibilità del proprio strumento (il corpo), condursi al di là del già conosciuto, ri-trovare la spinta fisica e motivazionale originaria per stabilire una relazione autentica con la propria voce.
Il lavoro ha l’obiettivo di creare azioni di musica concreta sulla base di improvvisazioni guidate.
 

dal 12 ottobre 2010
ogni martedì Terni CAOS
info:
amcivico@hotmail.com

Strumenti corpo, movimento, voce.
Finalità: attivare il corpo come dispositivo. L’arte di fare musica con la voce a partire dall’innescamento di esperienze sonore pregnanti per la persona. Un lavoro fisico sull'attenzione. Composizione e osservazione. Trasmissione dei saperi del corpo. ellievi/i vengono guidate/i nel ricercare la congiunzione tra l’oggettività dell’elemento tecnico e la spontaneità, fattore proprio di ogni artista e di ogni persona.
E il contenuto? – Il timbro, alla ricerca di una nostra identità vocale.
Partecipanti
E’ rivolto ad artiste/i, operatori/ci ambientali, culturali e sociali, insegnanti, terapeuti, educatrici/ori, artigiane/i, operaie/i, studenti e studiosi e. Ai partecipanti si richiede un atteggiamento di ricerca nei confronti del dettaglio e delle sfumature, di disponibilità al confronto, all’attesa ed al mettersi in gioco.
Trainer Anna Maria Civico